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Dammi la lingua, punta i piedi al muro - Sonetto XX di Pietro Aretino

Poesia "Dammi la lingua, punta i piedi al muro - Sonetto XX" di Pietro Aretino

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Dammi la lingua, punta i piedi al muro;
Stringi le coscie, e tiemmi stretto stretto,
Lascia che vada a traversare il letto,
Che d’altro che di fotter non mi curo.

    Ah traditore! hai il cazzo molto duro,
O come in su la potta mi confetto,
Un di di torlo in culo ti prometto
E di farlo uscir netto t’assicuro.

    Io vi ringrazio, cara Lorenzina,
M’ingegnerò servirvi, or via spingete,
Spingete come fà la Ciabatina.

    Io faccio adesso, e voi quando farete?
Adesso, dammi tutta la linguina.
Oimè ch’io muojo e voi cagion ne siete!

                    Dunque voi compirete?
Si si già faccio, oimè spingi ben mio.
    Oimè già ho fatto, ahi che son morta oh Dio!